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I rendimenti del «condhotel» sfidano l’affitto breve

by IRE
Apr , 13
I rendimenti del «condhotel» sfidano l’affitto breve

“Gruppo I.R.E. la nuova frontiera dell’investimento immobiliare”

 

Leggi attentamente! … L’articolo tratto da Il Sole 24 Ore del 29/03/2018, descrive il nuovo strumento denominato “condhotel”, introdotto con il recente decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 22 gennaio 2018, e definito come una nuova realtà in grado di favorire nuove opportunità nel mercato turistico ed immobiliare. IRE con la Proprietà turnaria (economia reale) ha anticipato già di alcuni anni lo strumento del condhotel, proponendo soluzioni che si ispirano proprio a quest’ultimo e formulando delle proposte ancora più innovative, segno che il mercato dell’economia reale procede nella stessa direzione di successo già intrapresa dal nostro Gruppo! Visita il nostro sito www.ire-web.com e scopri la nostra famiglia dei prodotti CERTUS™ oppure scrivici ad info@ire-mail.com!

IRE, un miglior tenore di vita alla portata di tutti!

 

Stralcio articolo tratto da Il Sole 24 Ore del 29/03/2018

Un’occasione di rilancio per gli albergatori e una nuova possibilità di investimento per i privati.

Finora mancava una norma relativa a queste strutture “miste” – che mescolano camere d’albergo e appartamenti in affitto – gestite da un unico soggetto e con la condivisione di servizi comuni. Una proposta ricettiva sempre più richiesta dai turisti, per ora rara in Italia (benché presente). Il testo normativo ha una particolarità: nasce a tutti gli effetti come decreto “di scopo”, cioè è volto a favorire le riqualificazioni edilizie degli hotel. Infatti non si limita a definire che cosa sia il “condhotel”, ma lo configura essenzialmente come il risultato di una trasformazione edilizia effettuata da esercizi esistenti.

 

Che cosa è un condhotel

Il condhotel è definito come esercizio alberghiero che abbini camere di hotel (minimo 7) e unità abitative dotate di cucina autonoma (non più del 40% della superficie complessiva) che possono essere vendute ai privati (che hanno diritto a un periodo annuale di godimetgo del bene) e affittati sulla base di un contratto di affidamento in gestione. Occorre che alloggi e camere condividano una portineria comune e altri servizi di tipo alberghiero disponibili per entrambe le clientele. Il condhotel può essere costituto anche da appartamenti sparsi, a patto che siano entro 200 metri di distanza dall’edificio principale in cui si effettua il check-in.

 

Il ruolo delle regioni

Nei prossimi mesi spetterà alle Regioni emanare specifici regolamenti locali. «Potranno in parte derogare rispetto ai vincoli della norma nazionale», spiega Antonella Ceschi, avvocato, responsabile del real estate presso lo studio Bird & Bird. Come era logico aspettarsi, ad accogliere con entusiasmo la novità sono state le associazioni di categoria degli albergatori, da Assohotel-Confesercenti a Federalberghi, il cui presidente Bernabò Bocca sottolinea una specificità: «Il condhotel può nascere sia dalla trasformazione in appartamenti di una porzione di un albergo esistente, sia dall’aggregazione ad un hotel di un certo numero di appartamenti ubicati nelle immediate vicinanze. Confidiamo che questa seconda modalità agevoli la bonifica del mercato delle locazioni brevi».

 

Buoni rendimenti

«Per un privato che voglia investire le prospettive sono buone. Il prezzo d’acquisto sarebbe in linea con quello di un normale appartamento sul libero mercato, ma i rendimenti attesi sono più alti.» aggiunge Ceschi.